Pur essendo un settore in piena evoluzione ad oggi la tecnologia più diffusa e più garantita è quella delle batterie al litio, come Tesla PowerWall 2 oppure LG Chem Resu.

In questo articolo andremo ad analizzare pregi e difetti di entrambe le soluzioni.

Tesla PowerWall 2 caratteristiche tecniche:

Prodotto bello, dal design curato che può essere considerato un complemento d’arredo. Il marketing di Tesla è riuscito a creare un fascino indiscutibile verso il marchio e i suoi prodotti comprese le auto elettriche.

La struttura compatta lo rende installabile quasi ovunque ma il peso ne limita oggettivamente la possibilità come per tutte le batterie. E’ previsto che possa essere installato a muro ad una altezza massima di 1,5m.

Dal punto di vista tecnico, la batteria Tesla PW2 è tra le più “capienti” e compatte sul mercato: 13,5 kWh scaricabili al 100%.

E’ anche tra le più potenti batterie monofase, essendo dotata di un inverter capace di erogare 5 kW di potenza elettrica continua con un picco di ben 7 kW a 230 V.

La tensione di lavoro dell’accumulo Tesla Powerwall 2 è di 230 volt in corrente alternata AC (a differenza del modello precedente, il PowerWall 1 che era alimentato in corrente continua DC).

La garanzia è un altro punto di forza: 10 anni sul prodotto e numero di cicli (carica e scarica) illimitati.

Nei 10 anni di esercizio, la capacità di accumulo è previsto che diminuirà potendo arrivare al 70% del valore nominale al decimo anno.

Analizziamo i Punti deboli:

Fino a dicembre 2019 non era in grado di alimentare una linea di “black out” meglio nota come BackUp, ovvero se mancava tensione lato rete Enel, la batteria TESLA non alimentava più i carichi.

Da Marzo 2020 è pronta la versione capace di funzionare in assenza di tensione lato rete.

Il sistema di Back Up interviene dopo 1 secondo dal rilevamento della mancanza di tensione causando comunque lo spegnimento e la riaccensione dei carichi, questo perché il sistema non può funzionare come un UPS (come quello che usiamo per i nostri PC che interviene in pochi millisecondi) ma consente comunque al proprietario del Tesla Powerwall 2 di avere corrente in casa anche in caso di blackout generale.

In aggiunta, il sistema di backup Tesla consente di riattivare anche la produzione dell’impianto fotovoltaico (compatibilmente con la potenza totale disponibile e quella richiesta dai carichi).

Unico neo del sistema di back-up Tesla è legato alla normativa italiana che (unica al mondo) richiede delle componenti aggiuntive esterne abbastanza costose, per garantire un sezionamento elettromeccanico che tuteli gli operatori che lavorano sulla rete pubblica.

Per quanto riguarda l’app di monitoraggio, Tesla Powerwall 2 ha un’interfaccia molto semplice ed intuitiva:


Il punto debole più grande per il Powerwall 2 è legato a come funziona la batteria, gli ingegneri Tesla hanno scelto di sacrificare una parte di efficienza creando però un prodotto “universale” che possa essere installato anche su impianti esistenti con inverter di vecchia generazione.

Se confrontata con la sua diretta concorrente, la LG CHEM Resu che lavora sul lato DC, l’efficienza di conversione media che dichiara Tesla è del 90% (valori forniti per cicli di carica/scarica a 3,3 kW), mentre quella di LG è del 95%, pertanto c’è un 5% di efficienza a favore di quest’ultima.

Tesla essendo una batteria connessa in AC  lato post produzione ha inevitabilmente due conversioni in più rispetto ad una batteria collegata lato DC, ovvero lato corrente continua.

LG Chem Resu caratteristiche tecniche:

Il marchio LG CHEM è un ramo specifico del colosso LG ed opera nel settore delle batterie al litio dagli anni ’90. Pertanto, come esperienza e conoscenza degli accumuli al litio, non ha nulla da invidiare a TESLA.

Di contro LG non ha saputo lavorare con il marketing come hanno fatto in Tesla, dove hanno creato un brand immediatamente riconoscibile e desiderabile dal consumatore che vuole sentirsi parte di  questa rivoluzione energetica.

Venendo alla parte tecnica, le LG CHEM Resu hanno sviluppato solo prodotti che lavorano in corrente continua; le Resu 400V specifiche per sistemi tipo SolarEdge e le Resu 48V per gli inverter dotati di battery management in DC.

Lavorando in corrente continua, le batterie LG CHEM sfruttano l’inverter fotovoltaico per generare corrente alternata: questa scelta tecnica diminuisce le perdite di conversione  (Tesla con il Powerwall 2 deve convertire l’energia elettrica da corrente alternata a corrente continua per caricare le celle la litio e poi rifare il processo inverso per alimentare i carichi dell’abitazione). Semplificando, la batteria LG CHEM preleva energia elettrica in corrente continua direttamente dai moduli fotovoltaici adeguando la tensione in DC ma senza attuare conversioni.

Altro vantaggio delle LG CHEM contro TESLA Powerwall2 è la piattaforma di monitoraggio integrata.

Con il sistema di monitoraggio SolarEdge, aggiungendo la batteria LG CHEM Resu 400 non bisognerà cambiare portale o interfaccia, ma semplicemente fare l’upgrade del monitoraggio e il proprietario dell’accumulo vedrà comparire l’icona della batteria sulla sua APP o sul portale on line;

La schermata seguente è di un impianto SolarEdge con accumulo LG CHEM RESU 400 da 10 kWh:

La profondità di scarica delle LG CHEM Resu varia dal 90% al 95% a seconda della taglia, rispetto al 100% della batteria Tesla Powerwall 2.

La potenza elettrica erogabile è identica per le due batterie, quindi 5 kW continui e 7 kW di picco.

La garanzia è 10 anni senza limitazioni sui cicli di carica e scarica: LG garantisce che al decimo anno di esercizio, la batteria riesca ancora ad erogare il 60% della sua capacità di accumulo.

Il servizio di back-up, che riattiva l’alimentazione dei carichi in caso di mancanza di tensione lato rete non è implementato dalla batteria LG CHEM, ma demandato all’inverter dell’impianto fotovoltaico.

Considerazioni finali:

Tenuto conto dei pregi e difetti di entrambi i prodotti ora rapportiamoli al loro prezzo.

Quanto costa una batteria di accumulo Tesla Powerwall 2 ? In realtà, questo valore è reperibile dal sito del produttore, ma è molto variabile in base al tipo di installazione; infatti, sul sito è indicato il costo dei componenti principali: Powerwall 2 e Garaway 2 ad oggi 28/03/2020 € 7.750 iva compresa.

Il resto, è indicato con una forbice ampia di prezzo e dipende dal tipo di installazione.

A titolo esemplificativo, per una installazione in “retrofit” del Powerwall 2 (ovvero su un impianto fotovoltaico esistente) al prezzo on line c’è da aggiungere:

1) Aggiornamento schema elettrico del sistema FV + Batteria è necessario che sia firmato e timbrato da professionista abilitato;

2) Pratica con il gestore di Rete (ENEL, per esempio) + pratica con il GSE + aggiornamento TERNA

3) Quadri elettrici completi di interruttori differenziali magnetotermici

4) Canaline, cavi, minuterie varia

5) Manodopera per l’installazione

6) Programmazione, attivazione monitoraggio con connessione ad internet, prima accensione convalida garanzia.

Possiamo stimare che un prezzo complessivo corretto possa aggirarsi intorno ai 9.500€

Se confrontiamo la LG CHEM Resu 400V da 10 kWh che installiamo ai clienti dotati di inverter Solaredge a 7.500 Iva compresa chiavi in mano con la Tesla Powerwall 2 da 13,5 kWh, tenendo conto delle diverse profondità di scarica, le batterie costano uguali.

Dunque LG Chem è la batteria giusta per gli inverter di ultima generazione che garantiscono una interfaccia diretta; mentre Tesla è consigliabile quando l’inverter pur non essendo di ultima generazione ha all’attivo pochi anni di funzionamento e non si vuole sostituirlo.  Tuttavia l’implementazione di una batteria di accumulo potrebbe essere l’occasione per sostituire il vecchio inverter con un Solaredge con 12 anni di garanzia e dotato di ottimizzatori di  potenza che garantiscono un notevole upgrade del campo fotovoltaico.

Sicuramente la scelta messa in atto da molti installatori di proporre Solaredge in abbinamento alla batteria Tesla mi fa sorridere perché è palesemente dettata da questioni commerciali e non ha valutazioni tecniche di supporto.

In entrambi i casi, un sistema di accumulo ben dimensionato e progettato in abbinamento ad un impianto fotovoltaico altrettanto ben dimensionato e progettato, riesce a portare l’autoconsumo a oltre l’80%.

Se questo articolo ti è piaciuto metti un “mi piace” sulla pagina di @meridianaenergia così potrai rimanere sempre aggiornato!

CONTATTACI E PRENOTA 30 MINUTI DI CONSULENZA TELEFONICA GRATUITA CON UNO DEI NOSTRI ESPERTI

NUMERO TELEFONICO 0371 237108 o scrivici Whatsapp 392 6154174 oppure info@meridianaenergia