Il 2024 con il Decreto Cer apre la strada a un'era di sostenibilità energetica, in attesa del verdetto della Corte dei Conti con la firma del ministro Pichetto Fratin.

Il panorama energetico italiano si prospetta in fase di svolta nel 2024, con due importanti novità in arrivo: la conclusione del mercato tutelato dell’energia e l’istituzione di un quadro normativo definitivo per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Entro le prime settimane del prossimo anno, ci aspettiamo il pronunciamento della Corte dei Conti sul “decreto Cer” (Comunità Energetiche Rinnovabili), varato lo scorso 6 dicembre dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Il Decreto Cer si articola su due principali misure: innanzitutto, una tariffa incentivante per l’energia rinnovabile prodotta e condivisa dai membri della Comunità. Tale incentivo varia in base alla potenza dell’impianto (inferiore a 200 kW, compresa tra 200 e 600 kW, e superiore a 600 kWp). La struttura dell’incentivo comprende una parte fissa (60 €/kWh) e una parte variabile in relazione al prezzo zonale. In aggiunta, il decreto prevede un contributo a fondo perduto, contribuendo così a creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili e promuovendo l’adozione diffusa di fonti energetiche sostenibili.

È contemplato un supplemento in base alla posizione geografica dell’impianto, pari a  4€/MWh nelle regioni centrali e 10€/MWh nelle regioni del Nord Italia. La capacità di finanziamento per gli impianti è fissata a un totale di cinque Gigawatt, con una scadenza temporale entro la fine del 2027.

Per i Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, è contemplato un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese sostenute per la realizzazione di un nuovo impianto destinato a servire una Comunità Energetica o per potenziare uno già esistente. Questo contributo può essere cumulato con la tariffa incentivante entro limiti prestabiliti. La misura prevede incentivi per un ammontare complessivo di 5,7 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tutti questi fondi sono destinati ai territori al fine di promuovere la produzione e la condivisione di energia rinnovabile.

Il contesto normativo per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) era atteso dagli operatori del settore da circa due anni. “La firma del decreto relativo alle CER rappresenterà la spinta decisiva necessaria per il pieno sviluppo di queste realtà in Italia,” ha affermato Vito Zongoli, amministratore delegato di Senec Italia. “Le Comunità Energetiche Rinnovabili segnano un significativo cambiamento nel rapporto tra i cittadini e l’energia, rappresentando un passo fondamentale nella promozione dell’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Europa entro il 2030.”